{"id":536,"date":"2013-06-10T22:28:20","date_gmt":"2013-06-10T22:28:20","guid":{"rendered":"http:\/\/altarul-banatului.ro\/?page_id=536"},"modified":"2013-06-10T22:28:20","modified_gmt":"2013-06-10T22:28:20","slug":"la-madonna-nella-vita-liturgica-e-nella-spiritualita-degli-ortodossi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/altarul-banatului.ro\/?page_id=536","title":{"rendered":"LA MADONNA NELLA VITA LITURGICA E NELLA SPIRITUALITA&#8217; DEGLI ORTODOSSI"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"right\">Monahia Ilaria Benzar<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.\u00a0\u00a0\u00a0 Le feste e la loro posizione nell\u2019anno liturgico, il loro significato e la loro teologia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong><em>a) Il fondamento biblico e quello degli apocrifi.<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Sacra Scrittura abbiamo due modi di presentare Maria: uno prefigurativo o tipico, nell\u2019A.T. e un altro diretto o rivelato pienamente, nel N.T. Al contrario del modo con cui si accenna alle altre donne nell\u2019A. e N.T., la Vergine \u00e8 stata l\u2019oggetto di alcune profezie. Cosi, la preistoria della Madonna l\u2019abbiamo nell\u2019A.T., dove c\u2019\u00e8 l\u2019anticipazione della promessa della salvezza: \u201e<em>Io porr\u00f2 inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccer\u00e0 la testa e tu le insidierai il calcagno\u201d(Genesi 3, 15).<\/em> I libri dell\u2019A.T., e specialmente i Proverbi, il Siracide, il Salterio, e il librodi Giobbe sono i veri capolavori sulla dignit\u00e0 creatrice della donna come mamma. Della Madonna si parla tante volte in questi libri dove, tra l\u2019altro si mostra che il suo seme viene da Davide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita della Madonna ha delle radici storiche forti secondo il racconto di Matteo e Luca nel Vangelo. Entrambi mettono l\u2019esistenza di Maria alla pari di quella di Giuseppe che era della stirpe di Davide.<a title=\"\" href=\"#_ftn1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a> Matteo, parlando della parentela di Ges\u00f9, lo nomina \u201e<em>il Figlio di Davide\u201d(1;1).<\/em> Alla fine della terza serie del libro in cui parla della parentela, lui precisa: \u201e<em>Eli\u00f9d gener\u00f2 Eli\u00e0zar, Eliazar gener\u00f2 Mattan, Mattan gener\u00f2 Giacobbe, Giacobbe gener\u00f2 Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale \u00e8 nato Ges\u00f9 chiamato Cristo\u201d<\/em> <em>(Mt 1, 15-16).<\/em> Spesso, Giuseppe \u00e8 nominato \u201e<em>il figlio di Davide\u201d,<\/em> e Maria \u00e8 nominata \u201e<em>donna\u201d<\/em> o la sua \u201e<em>sposa\u201d.<\/em> Luca dice<em>:<\/em>\u201e<em>Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla citt\u00e0 di Nazzaret e dalla Galilea sal\u00ec in Giudea alla citt\u00e0 di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta\u201d (2, 4-5).<\/em> I maghi trovano Maria, Giuseppe e il bambino Ges\u00f9. Giuseppe e Maria portano il bambino al tempio di Gerusalemme allo scadere di quaranta giorni. Nel tempio trovano Simeone che prende il bambino nelle sue braccia e fa delle profezie riguardo a Maria. Maria \u00e8 colei che rimprovera Ges\u00f9 perch\u00e9 rimane nel tempio all\u2019et\u00e0 di dodici anni. Durante l\u2019attivit\u00e0 messianica di Ges\u00f9, Maria appare sporadicamente, nell\u2019occasione delle nozze a Cana di Galilea, quando i suoi fratelli cercavano Ges\u00f9 e specialmente durante la sua passione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi dati che parlano di Maria sono storicamente sicuri ma non bastano per la fede ardente dei cristiani. Il Vangelo \u00e8 preoccupato non della biografia di Maria ma di quella di Ges\u00f9. Conforme alla mentalit\u00e0 antica, quando parlano dei genitori di Ges\u00f9, gli evangelisti si occupano pi\u00f9 di colui che era considerato il pap\u00e0, cio\u00e8 di Giuseppe, e meno della mamma.<a title=\"\" href=\"#_ftn2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a> Se la letteratura canonica ha mantenuto, per i motivi accennati, una sobriet\u00e0 per quanto riguarda la famiglia di Maria e le sue piccole vicende, la letteratura apocrifa risponde alle esigenze del vangelo popolare. Gli elementi della letteratura apocrifa sono tanti e di provenienza diversa, e si ispirano alcuni all\u2019A.T. e al N.T., altri al folclore, alla piet\u00e0 popolare e alle speculazioni gnostiche. Esistono vari scritti con la vita della Madonna, ma il pi\u00f9 importante \u00e8 quello riportato nel Protovangelo di Giacomo.<a title=\"\" href=\"#_ftn3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a> La Chiesa lo accoglie come uno scritto apocrifo, ma \u00e8 usato nella predica per le feste della Madonna. Ci sono stati dei padri della Chiesa che hanno criticato certe affermazioni del Protovangelo di Giacomo, come Girolamo, Agostino, Innocenzo, ma ci sono altri che le hanno accettate, come, per esempio, Clemente di Alessandria, Giovanni Damasceno; questi vi hanno preso delle cose sostanziali e le hanno usate nelle prediche o in poemi di una rara bellezza.<a title=\"\" href=\"#_ftn4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come la maggioranza dei dogmi fondamentali del cristianesimo, gli insegnamenti riguardanti la Madonna si sono cristallizzati lungo la storia in congiunture socio-religiose speciali. In tanti casi, le affermazioni dogmatiche circa la Madonna s\u00ec sono imposte indirettamente, come conseguenze della dogmatica cristologica. Per esempio, sant\u2019Ignazio di Antiochia, nella lotta contro gli gnostici che attaccavano la divinit\u00e0 di Cristo, insegna: \u201eC\u2019\u00e8 un solo medico, della carne e dello spirito, nato e non nato, Dio nella carne, nella morte la vita vera, da Maria e da Dio, prima passibile e dopo impassibile, Ges\u00f9 Cristo, nostro Signore\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn5\"><sup><sup>[5]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">San Giustino Martire e Filosofo nel Dialogo con il giudeo Trifone, dice che: \u201ese Cristo si \u00e8 fatto uomo attraverso la Vergine, questo \u00e8 avvenuto affinch\u00e9 sulla stessa via sulla quale ha cominciato la disobbedienza del serpente fosse anche la fine. Cosi come Eva era vergine e senza macchia quando ha ricevuto nel suo seno la parola del serpente e ha generato la disubbidienza e la morte, allo stesso modo la Vergine Maria, quando l\u2019angelo ha portato la novella, mostrando fede e gioia \u2026, cosi che l\u2019essere che nascer\u00e0o da lei sar\u00e0 il Figlio di Dio\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn6\"><sup><sup>[6]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I secoli IV-V aprono, nella nuova Chiesa ufficiale (313), una serie di contestazioni religiose. Se il primo sinodo ecumenico (Nicea 325), i 318 Padri hanno definito il dogma fondamentale della divinit\u00e0 del Redentore, subito dopo questo sinodo, una serie di contestazioni attaccava la mariologia. Questo \u00e8 stato uno dei motivi per i quali nel 381, a Costantinopoli si definisce il dogma cristologico, e nel 431, al sinodo di Efeso si sdefinisce il dogma della mariologia, Maria come Madre di Dio &#8211; Theot\u00f2kos. \u201eIl sinodo insegna che Maria, la madre di Ges\u00f9, non \u00e8 la Madre della sua carne o \u201e<em>Madre di Cristo<\/em>\u201d, come credeva Nestorio, perch\u00e9 Ges\u00f9 Cristo non ha esistenza in s\u00e9, fuori dalla persona, e la persona \u00e8 la Parola eterna, preesistente. La Parola ha ipostatizzato nella persona sua divina la nostra natura che ha preso dalla Madre di Dio che ha partorito una sola ipostasi in due nature, Dio che si \u00e8 incarnato, e per questo \u00e8 chiamata \u201eMadre di Dio\u201d (Theotok\u00f2s)\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn7\"><sup><sup>[7]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme con le definizioni dogmatiche dei sinodi ecumenici il V (Costantinopoli, 553) e il VII (Nicea, 787), formano fino ad oggi la base dell\u2019insegnamento circa la Madre di Dio e circa il culto che \u00e8 riservato ad essa. Riassumendo questi sinodi, san Giovanni Damasceno scrive: \u201eCome non \u00e8 Madre di Dio lei che ha partorito Dio incarnato? Nella verit\u00e0, \u00e8 nel senso proprio e reale Madre di Dio, Signora che \u00e8 padrona di tutti i viventi, serva e Madre del Creatore\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn8\"><sup><sup>[8]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019insegnamento circa Madre di Dio, che mette in primo piano la propriet\u00e0 di essere Madre di Dio \u2013 Theotokos, \u00e8 compreso anche l\u2019insegnamento della sua verginit\u00e0, nel senso di sempre-vergine (aeiparthenia). L\u2019incarnazione \u00e8 stata fatta in collaborazione con lo Spirito Santo e Maria \u00e8 rimasta vergine. Nell\u2019A.T. ci sono delle profezie che il Messia nascer\u00e0 da una vergine (Isaia 7, 14). Ezechiele, ispirato, compara la Vergine con una \u201e<em>porta\u201d<\/em>che rimarr\u00e0 chiusa anche dopo il passaggio di Dio di Israele (44, 1-2). Nel N.T. lo stato di verginit\u00e0 \u00e8 mostrato pure da Maria quando chiede all\u2019angelo: \u201e<em>Allora Maria disse all\u2019angelo: &lt;&lt;Com\u2019\u00e8 possibile? Non conosco l\u2019uomo&gt;&gt;. Le rispose l\u2019angelo: &lt;&lt;Lo Spirito Santo scender\u00e0 su di te, su te stender\u00e0 la sua ombra e la potenza dell\u2019Altissimo- Chi nascer\u00e0 sar\u00e0 dunque santo \u00e8 chiamato Figlio di Dio&gt;&gt;\u201d (Luca 1, 34-35)<\/em>. Gli evangelisti confermano questa verit\u00e0 che Maria \u00e8 rimasta sempre vergine <em>(Matteo 1, 18-25;Luca 1, 27).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201esupervenerazione\u201d (iperdulia) nel culto ortodosso \u00e8 basata sulla propriet\u00e0 di essere la Madre di Dio (theotokhia) e la sempre vergine (aeiparthenia). Questi insegnamenti rappresentano i dogmi che per l\u2019ortodossia stanno alla base del culto alla Madonna. Il termine di \u201eiperdulia\u201d \u00e8 stato stabilito nel VII concilio ecumenico (Niceea, 787). L\u2019incarnazione del Signore, la sua nascita dalla Vergine sono misteri che possono essere compresi solo attraverso la grazia di Dio.<a title=\"\" href=\"#_ftn9\"><sup><sup>[9]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dunque, la Madonna, ha un posto speciale nella storia della salvezza degli uomini perch\u00e9 essa \u00e8 la nuova Eva, purificata dal peccato di disubbidienza attraverso l\u2019accettazione di essere Madre di Dio nel momento in cui ha detto s\u00ec all\u2019angelo Gabriele. Poich\u00e9 la Chiesa \u00e8 il Corpo di Cristo, Maria \u00e8 anche la Madre della Chiesa e di tutti coloro che sono nati in Cristo attraverso il battesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong><em>b) L\u2019innografia e le feste.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il culto della Madonna ha un valore grande nella chiesa ortodossa perch\u00e9 la Vergine Maria \u00e8 considerata il centro della storia della salvezza degli uomini. L\u2019onore della Madonna si \u00e8 manifestato in pi\u00f9 modi e uno di questi \u00e8 l\u2019innografia. Sempre accanto a Cristo, Maria \u00e8 invocata, lodata, glorificata ogni giorno nelle Sette lodi e nella liturgia attraverso una ricchezza d\u2019inni e preghiere che si trovano in tutti i libri degli uffici liturgici.<a title=\"\" href=\"#_ftn10\"><sup><sup>[10]<\/sup><\/sup><\/a> Ci sono anche degli inni speciali composti in onore della Madonna, tra i quali pi\u00f9 antico \u00e8 l\u2019Acatisto dell\u2019Anunciazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei libri del culto \u00e8 compreso tutto l\u2019insegnamento mariologico. Lungo il tempo questi libri hanno avuto un grande ruolo per il mantenimento non alterato della fede, confessando la dottrina scritturistica, patristica e dogmatica.<a title=\"\" href=\"#_ftn11\"><sup><sup>[11]<\/sup><\/sup><\/a><strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendo l\u2019evento dell\u2019incarnazione sopranaturale del Figlio di Dio un mistero, un miracolo che oltrepassa la ragione dell\u2019innologo, ecco come gli inni liturgici mostrano la realt\u00e0 sopranaturale della nativit\u00e0 di Ges\u00f9: \u201eTrascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono pi\u00f9 che gloriosi, o Madre di Dio; nel sigillo della purezza custodita nella verginit\u00e0, tu sei stata riconosciuta vera Madre di Dio, generando il Dio vero; supplicalo dunque per la salvezza delle anime nostre\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn12\"><sup><sup>[12]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E un altro: \u201eIl mistero nascosto dall\u2019eternit\u00e0 e ignoto agli angeli \u00e8 stato rivelato agli abitanti della terra grazie a te, Madre di Dio,: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi ha volontariamente accettato la croce e, risuscitato con essa il primo uomo creato, ha salvato dalla morte le anime nostre\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn13\"><sup><sup>[13]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria \u00e8 chiamata Theot\u00f2kos \u201e<em>verit\u00e0 definita a Efeso e consolidata dalle lotte contro l\u2019iconoclastia: ad essa convergono il pensiero dei padri della chiesa, la liturgia e l\u2019iconografia\u201d<\/em><a title=\"\" href=\"#_ftn14\"><sup><sup>[14]<\/sup><\/sup><\/a><em> che<\/em> \u00e8 sempre Vergine e pura, prima e dopo il parto rimanendo sempre pura nell\u2019anima e nel corpo: \u201e\u00c8 strana cosa la verginit\u00e0 delle madri, strano pure il parto delle vergini; in te, Madre di Dio, tutte e due le cose sono successe. Per questo, noi, semi della terra, ti glorifichiamo\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn15\"><sup><sup>[15]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le denominazioni accordate alla Vergine Maria nei libri del culto si sono infiltrate nella profondit\u00e0 della coscienza dei fedeli costituendo per loro le verit\u00e0 circa Madonna che \u00e8 Madre di Dio, \u00e8 Genitrice di Dio, \u00e8 cosi come la Chiesa confessa: \u201e<em>In modo particolare ti offriamo questo sacrificio per la tutta santa, immacolata, benedetta, gloriosa Signora nostra, Madre di Dio e sempre vergine Maria\u2026 \u00c8 veramente giusto proclamare beata te, o Deipara, che sei beatissima, tutta pura e Madre del nostro Dio. Noi magnifichiamo te, che sei pi\u00f9 onorabile dei Cherubini e incomparabilmente pi\u00f9 gloriosa dei Serafini, che in modo immacolato partoristi il Verbo di Dio, o vera Genitrice di Dio\u201d<\/em>.<a title=\"\" href=\"#_ftn16\"><sup><sup>[16]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le lodi per la Madre di Dio derivano dal fatto che lei \u00e8 stata scelta per partorire il Figlio di Dio e dalla certezza che lei \u00e8 sempre vicina al suo Figlio ed \u00e8 intercedente dei fedeli per le preghiere rivolte a lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In onore della vergine Maria ci sono quattro grandi feste. Ogni festa \u00e8 celebrata da un\u2019icona, che, si potrebbe dire, la completa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La prima festa comincia con l\u2019otto settembre, <em>\u00abla nativit\u00e0 della Madre di Dio rappresenta gli ultimi preparativi del genere umano per ricevere la divinit\u00e0\u00bb.<\/em><a title=\"\" href=\"#_ftn17\"><sup><sup>[17]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019icona della festa di Presentazione al Tempio, rappresenta \u201e<em>Maria, prima e unica tra tutte le donne, penetra nel \u00abSanto dei santi\u00bb del tempio, lei che diventer\u00e0 il tempio di Cristo. Nell\u2019invito del grande sacerdote Zaccaria a salire i gradini dell\u2019altare, l\u2019icona mostra l\u2019elevazione della Vergine al livello della santit\u00e0 e del divino\u201d.<\/em><a title=\"\" href=\"#_ftn18\"><sup><sup>[18]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019annunciazione rappresenta l\u2019incarnazione del Figlio di Dio, il mistero che va aldil\u00e0 della ragione umana. \u201e<em>Diversamente dalle altre madri, che generano esseri mortali, la Vergine purissima accoglie in s\u00e9 il Signore della vita che spezza le catene della morte e che dar\u00e0 la vita a tutti coloro che si rivolgeranno a lui. Questa festa ha luogo durante l\u2019equinozio di primavera, nel momento in cui, oltrepassato l\u2019equatore, il sole ritorna verso l\u2019emisfero nord per riscaldarlo a poco a poco e inondarlo di luce. Non \u00e8 l\u2019annuncio che ci sar\u00e0 presto una grande gioia, che spunter\u00e0 un altro sole?\u201d.<\/em><a title=\"\" href=\"#_ftn19\"><sup><sup>[19]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019icona della quarta festa, la Dormizione. \u201e<em>La tradizione racconta che tutti gli apostoli si raccolsero attorno a Maria, al termine della sua vita, e che il Cristo stesso and\u00f2 a prendere la sua anima. L\u2019icona offre una lettura contemplativa della liturgia di questo giorno. Si legge nell\u2019ufficio: Il sepolcro e la morte non riuscirono a trattenere la madre di Dio sempre vigile nelle sue intercessioni, nostra speranza incrollabile: perch\u00e9, madre della vita, venne trasferita alla vita da colui che abit\u00f2 il suo seno sempre vergine. Lo stretto legame fra la Madre e il Bambino, manifestato in quasi tutte le icone della Theot\u00f2kos che porta in braccio il Cristo, si trova qui rovesciato. Il Figlio, il nuovo Adamo, \u00e8 circondato gloriosamente da angeli e tiene fra le braccia la Madre, cio\u00e8 l\u2019anima di lei che assume il proprio corpo \u00abpneumatizzato\u00bb. La nuova Eva, descritta dall\u2019Apocalisse come \u00abvestita di sole\u00bb (12,1), ci precede nella deificazione: forte richiamo al fatto che Dio \u00e8 diventato sarcoforo (portatore di carne), perch\u00e9 l\u2019uomo diventi pneumatoforo (portatore dello Spirito Santo), secondo la bella formulazione di Atanasio d\u2019Alessandria\u201d.<\/em><a title=\"\" href=\"#_ftn20\"><sup><sup>[20]<\/sup><\/sup><\/a><em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201eNella tradizione patristica, Maria \u00e8 comparata con Eva, essendo l\u2019immagine di una nuova umanit\u00e0. Come Eva ha preso parte al peccato e alla morte di Adamo, cos\u00ec Maria ha partecipato alla restaurazione dell\u2019immagine indebolita riportando l\u2019uomo alla sua prima creazione\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn21\"><sup><sup>[21]<\/sup><\/sup><\/a>Dunque, la Chiesa compone una grande corona per il culto, e la mette con devozione sulla testa della Madonna che \u00e8 la Madre della Chiesa, il corpo mistico del Cristo (Efesini 1, 22-23). Maria \u00e8 la donna attraverso la quale \u00e8 stato tolto il peccato, poich\u00e9 \u00e8 possibile entrare nella gioia del Signore operando la riconciliazione tra Dio e mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Icone tradizionali bizantine che rappresentano gli eventi che sono commemorati nelle feste mariane (un breve commento teologico).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Al suo inizio, l\u2019arte cristiana ha avuto un carattere funerario perch\u00e9 nei primi tre secoli, a causa delle persecuzioni, i cristiani, sono stati costretti a esercitare il loro culto di nascosto. Alcuni di questi posti sono state le catacombe dove \u00e8 stata scoperta l\u2019arte cristiana primitiva. Sulle pareti delle catacombe, accanto delle tombe dei martiri cristiani si sono scoperti, dopo secoli, i dipinti rappresentanti scene e simboli di natura divina, considerati come le prime manifestazioni dell\u2019iconografia e dell\u2019arte della religione cristiana.<a title=\"\" href=\"#_ftn22\"><sup><sup>[22]<\/sup><\/sup><\/a><strong> <\/strong>\u201eLe immagini (icona, eik\u00f2n in greco, significa immagine) sono apparse molto presto nel mondo cristiano: si conosce l\u2019arte delle catacombe, arte funeraria piena della gioia della risurrezione. Ma quest\u2019arte riprende la sua tecnica dall\u2019arte romana o ellenistica del suo tempo e si limita a cristianizzarla tramite il gioco dei segni e dei simboli nei volti, mentre la teologia trinitaria include l\u2019essere nella comunione\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn23\"><sup><sup>[23]<\/sup><\/sup><\/a> <strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pi\u00f9 antiche icone di Maria, secondo la tradizione, sono attribuite all\u2019evangelista Luca che ha dipinto sotto l\u2019ispirazione divina:<strong> <\/strong>\u201eUn\u2019insistente tradizione fa risalire le prime raffigurazioni della madre di Dio ai tempi in cui lei era ancora vivente sulla terra, raffigurazioni per merito di s. Luca, il quale oltre ad essere medico ed evangelista, sarebbe stato anche pittore e autore del ritratto della Madonna dopo la pentecoste. La tradizione liturgica precisa anche che san Luca \u00e8 autore di ben tre ritratti\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn24\"><sup><sup>[24]<\/sup><\/sup><\/a><strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, l\u2019immagine dipinta \u00e8 l\u2019archetipo che ci \u00e8 stato trasmesso, secondo la tradizione, attraverso le prime icone \u201e<em>non fatte da mano d\u2019uomo<\/em>\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn25\"><sup><sup>[25]<\/sup><\/sup><\/a><strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella chiesa e nelle case dei fedeli ortodossi, la venerazione di Maria si esprime anche nel culto delle icone.<a title=\"\" href=\"#_ftn26\"><sup><sup>[26]<\/sup><\/sup><\/a> Radunati nella chiesa, attraverso la meditazione davanti alle icone e attraverso le preghiere liturgiche, i fedeli si mettono in relazione con la chiesa celeste. L\u2019arte dell\u2019iconografia ortodossa porta la persona verso la preghiera e verso la contemplazione della divinit\u00e0. Il contemplatore dell\u2019icona \u00e8 la persona immersa nella preghiera e, per un attimo, nella fusione con il sacro rivelato.<a title=\"\" href=\"#_ftn27\"><sup><sup>[27]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Esistono cinque tipi principali di icone della Vergine Maria:<a title=\"\" href=\"#_ftn28\"><sup><sup>[28]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Vergine Orante;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Vergine che mostra la via;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Vergine della Tenerezza;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Vergine Kyriotissa;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Vergine della Supplica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La Vergine Orante \u201cPanaghia\u201d.<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong>Quest\u2019immagine s\u2019incontra gi\u00e0 nelle catacombe dei primi cristiani. La Madre di Dio \u00e8 dipinta nell\u2019icona in modo frontale, con le mani alzate all\u2019altezza della testa, stese verso i due lati e piegate ai gomiti. Dai tempi antichi questo gesto indica un atteggiamento di preghiera verso Dio. Nel suo grembo, sullo sfondo di una sfera circolare, lo <em>Spas Emmanuele<\/em>, Ges\u00f9 Bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le icone di questo tipo si chiamano anche \u201e<em>Orante\u201d <\/em>\u00a0dal gesto delle mani <em>(colei che prega)<\/em> e <em>\u201cPanaghia<\/em>\u201d dal greco<em> (la tutta santa).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La Vergine che mostra la via, in greco <\/em><\/strong><strong>\u201e<\/strong><strong><em>Odighitria\u201d. <\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quest\u2019icona vediamo la Madre di Dio che con la mano destra indica il Bambino Ges\u00f9, seduto sulla sua mano sinistra. Le immagini sono severe, diritte, le teste di Cristo e della Vergine Maria non si toccano. Sembra che la Vergine dica a tutto il genere umano che il vero cammino \u00e8 il cammino verso Cristo. In quest\u2019icona si presenta come Colei che indica il cammino verso Dio e verso la salvezza eterna. Anche questa \u00e8 una delle prime rappresentazioni della Madre di Dio, che, secondo la tradizione, risale al primo iconografo, l\u2019evangelista Luca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La Vergine della Tenerezza, in greco <\/em><\/strong><strong>\u201e<\/strong><strong><em>Eleousa\u201d.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quest\u2019icona vediamo il Bambino Ges\u00f9, che con la guancia sinistra tocca quella destra della Vergine. L\u2019icona presenta un rapporto tra Madre e Figlio pieno di tenerezza. La Madre di Dio \u00e8 anche simbolo della Chiesa di Cristo, e l\u2019icona ci mostra tutta la pienezza dell\u2019amore tra Dio e l\u2019uomo &#8211; pienezza che \u00e8 possibile soltanto nel grembo della Madre-Chiesa. L\u2019amore unisce in quest\u2019icona quello che \u00e8 celeste e quello che \u00e8 terrestre, il divino e l\u2019umano: l\u2019unione espressa dai volti che si toccano e dalle aureole congiunte. La Madre di Dio \u00e8 pensierosa, mentre stringe a s\u00e9 il Figlio: prevede il cammino della croce e le sofferenze che Lo aspettano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La Vergine Kyriotissa, in greco <\/em><\/strong><strong>\u201e<\/strong><strong><em>Panachranta\u201d.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo tipo d\u2019icone ha una caratteristica comune: la Madre di Dio \u00e8 assisa in trono. Sulle ginocchia tiene il Bambino Ges\u00f9. Il trono simbolizza la gloria regale della Madonna, la pi\u00f9 perfetta di tutti gli uomini nati sulla terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La Vergine della Supplica, in greco <\/em><\/strong><strong>\u201e<\/strong><strong><em>Haghiosoritissa\u201d. <\/em><\/strong><em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste icone la Madonna \u00e8 presentata a statura intera, senza il Bambino, rivolta verso la destra, a volte con un rotolo in mano. Nelle chiese ortodosse quest\u2019immagine si trova in un posto ben visibile, a sinistra dell\u2019icona <em>\u201cil Salvatore tra le potenze\u201d,<\/em> l\u2019immagine pi\u00f9 importante dell\u2019iconostasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutte le icone, in quanto donna sposata, la sempre Pura, porta sulla testa un velo che scende sulle spalle, secondo il costume delle donne ebree di quel tempo. Questo velo, o drappo, si chiama in greco \u201e<em>maforij\u201d.<\/em> Esso \u00e8 dipinto di solito in rosso che \u00e8 simbolo della sofferenza e il ricordo della discendenza regale. I vestiti sono dipinti in azzurro, come segno della purezza celeste della Vergine, la pi\u00f9 perfetta tra gli uomini. Un altro importante dettaglio del vestito della Vergine sono le soprammaniche. Esse sono caratteristiche anche per il vestito dei sacerdoti; nelle icone, simboleggiano la \u201econcelebrazione\u201d della Vergine Maria e con lei di tutta la Chiesa con Cristo, il primo Sacerdote. Sulla fronte e sulle spalle della Vergine sono dipinte tre stelle dorate. Nelle icone le stelle si dipingono come segno che la Madonna \u00e8 rimasta Vergine prima, durante e dopo il parto. Le tre stelle sono anche simbolo della Santissima Trinit\u00e0. In alcune icone la figura di Ges\u00f9 Bambino copre una delle stelle, simboleggiando cos\u00ec l\u2019Incarnazione della seconda ipostasi (= persona) della Santissima Trinit\u00e0, il Verbo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo dire con Micael Quenot che le icone ritualizzano il miracoloso <em>illud tempus,<\/em> quando Ges\u00f9, la Vergine Maria e i santi vivevano tra la gente. L\u2019icona \u00e8 il risultato di una sintesi della cultura greca, romana e cristiana. Supporto per la meditazione, le icone portano alla contemplazione di quello che non si pu\u00f2 vedere con gli occhi materiali. L\u2019icona \u00e8 una teologia in immagini, insegna attraverso i colori e fa presente quello che il Vangelo proclama attraverso la parola, \u00e8 il libro di quelli che non sanno leggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. La presenza della Madonna nella fede e nell\u2019esperienza ortodossa. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza della Madonna nella vita della chiesa \u00e8 dovuta al legame stretto tra essa e il Capo della chiesa, Figlio di Dio che \u00e8 stato nel suo seno, incarnato \u00e8 nato da lei. Maria ha portato Ges\u00f9 sulle sue braccia ed \u00e8 rimasta in comunione con lui attraverso l\u2019amore umano portato al culmine che \u00e8 proprio di una madre. Quando Maria va a trovare Elisabetta, questa, piena dello Spirito Santo dice: \u201e<em>Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!\u201d (Luca 1, 42).<\/em> Dalle parole di Elisabetta si pu\u00f2 vedere che la benedizione della Vergine \u00e8 in legame con la benedizione \u201e<em>del frutto del suo grembo\u201d.<\/em> Allo stesso modo la saluta l\u2019Arcangelo: \u201e<em>Ti saluto, o piena di grazia, il Signore \u00e8 con te\u201d (Luca 1, 28).<\/em> La chiesa ha la stessa coscienza di Elisabetta che \u00e8 stata ispirata a chiamare Maria come \u201e<em>Madre di Dio\u201d <\/em>e la vede come colei che incarna la fede, la speranza e l\u2019attesa dei popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti all\u2019icona della Madonna, con la candela accesa, il fedele le rivolge i suoi bisogni, i suoi ringraziamenti, perch\u00e9 vi percepisce il potere dell\u2019amore nella luce di Cristo. Il cristiano sente che la presenza candida della Vergine, scelta come mediatrice dell\u2019incarnazione e della venuta nel mondo del Redentore, gli d\u00e0 la possibilit\u00e0 di essere suo figlio e fratello del Signore. La coscienza dell\u2019ortodosso ha sempre presente l\u2019efficacia dell\u2019aiuto della Madonna in tutti momenti difficili della sua vita perch\u00e9 lei \u00e8 la madre che Ges\u00f9 ci a donato quando era sulla croce. Per questo, venerando la Madonna si glorifica Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il culto della Madre di Dio implica un aspetto morale. Il cristiano ortodosso sa che per la vita morale e sacramentale, Maria \u00e8 il modello supremo per vivere in Cristo. La venerazione della Vergine ha un\u2019eco nella vita morale della famiglia cristiana e di ogni cristiano in particolare, perch\u00e9 la Vergine ha concepito nel suo grembo Dio-Verbo e ogni cristiano riceve, incarna spiritualmente, attraverso la fede, il Verbo della vita futura nel suo cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella vita della chiesa, la religiosit\u00e0 dei credenti ortodossi per la Madre di Dio si esprime attraverso diversi modi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La costruzione di chiese in suo onore, che hanno il suo nome o diversi nomi delle sue feste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il dipingere la sua immagine sulle icone e sulle pareti nelle chiese e la venerazione di queste immagini: nei monasteri ortodossi e in alcune chiese parrocchiali, ci sono delle immagini con la Madonna che compie miracoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una forma di piet\u00e0 dei credenti ortodossi per la Madonna \u00e8 la raccolta di icone con valore artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La religiosit\u00e0 viva dagli ortodossi si esprime anche nel fare delle processioni; nella veglia del Natale il prete va con l\u2019icona della nativit\u00e0 in ogni famiglia cantando un bel canto alla Vergine: \u201e<em>La Vergine oggi partorisce colui che \u00e8 sovrasostanziale, e la terra offre all\u2019inaccessibile la grotta. Gli angeli cantano gloria insieme ai pastori e i magi fanno il loro viaggio con la stella; perch\u00e9 per noi \u00e8 nato un piccolo bimbo, il Dio che \u00e8 prima dei secoli\u201d.<\/em><a title=\"\" href=\"#_ftn29\"><sup><sup>[29]<\/sup><\/sup><\/a><em>\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La frequenza dei nomi Maria e Marian \u00e8 un altro modo di esprimere la piet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Attraverso il culto pubblico, i credenti hanno espresso sempre la loro venerazione verso Maria componendo diversi generi di scritti: omelie, panegirici per diverse occasioni e feste. Le omelie presentate in modo poetico, sono di un realismo dogmatico e morale incontestabile come per esempio quelle di san Giovanni Damasceno, Andrea da Creta, Ilie Miniat e tanti altri autori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un modo particolare di venerare la Vergine sono le colindele, una specie di canti popolari che si cantano durante il Natale e che sono di una bellezza e un significato molto profondo come per esempio: <em>\u201eCari cristiani, noi oggi, abbiamo una festa grande,\/ Perch\u00e9 la possiamo conoscere, andiamo a Betlemme.\/ Perche ha partorito nel mondo quello che aspettiamo,\/ Maria, Madre Santa, andiamo a vederlo.\/ Sulla paglia, tra gli animali, Ges\u016f \u010d straniero,\/ Andiamo a Betlemme, portiamogli dei regali.\/ Andiamo insieme con i mandriani per glorificarlo.\/ Perch\u00e9 lui \u010d nato per noi, andiamo a Betlemme.\/ Cari cristiani, noi oggi dobbiamo correre,\/ Verso la nostra salvezza, andiamo a Betlemme\u201d.<\/em><em> <\/em>Ma ci sono anche i canti che si cantano durante le grandi feste di Maria come per esempio per la festa della Dormizione. Nella veglia della festa la gente si reca verso i monasteri che sono dedicati a Madre di Dio e rimane durante tutta la notte cantando dei canti speciali dedicati a Maria. I canti sono molto ispirati e contengono preziosi insegnamenti dogmatici e hanno anche il ruolo di allineamento dell\u2019anima dei credenti: \u201e<em>Se non avesse la gente nei celi\/ Della parentela dal mondo\/ Allora sarebbe deserta la vita\/ Cosi come una tomba.\/ Se non fossi tu la primavera\/ Del secolo indurito\/ Sarebbe rimasto per sempre l\u2019inverno\/ E il sole non avrebbe sorriso\u201d. (La usa milostivirii, de Ioan Iacob).<\/em> In alcuni monasteri la cifra dei partecipanti arriva a ventimila persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche la poesia \u00e8 un modo di esprimere l\u2019affetto verso la Vergine. Tanti poeti hanno composto delle poesie per lodare Maria. Ricorderei un grande poeta romeno, Mihai Eminescu, e una delle sue bellissime poesie dedicate alla Madonna: \u201e<em>Ti abbiamo scelto come regina\/ Inginocchiamo pregando te,\/ Edificaci, salvaci\/ Dall\u2019onda che ci cova, travolge;\/ Sii scudo di rafforzamento\/ E muro di salvezza,\/ Il tuo sguardo adorato\/ Fallo scendere su di noi,\/ O, madre purissima\/ E sempre vergine,\/ Maria!<\/em> <em>Noi, per la misericordia del Santo\/ Facciamo ombra alla terra,\/ Preghiamo la misericordia\/ Della stella degli mare;\/ Ascolta le nostre lamentazioni,\/ Regina degli angeli,\/ Dalle oscurit\u00e0 ti mostra,\/ O, madre purissima\/ E sempre vergine,\/ Maria!\u201d. (Rugaciune, de Mihai Eminescu). <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 \u00e8 la testimonianza della fiducia e venerazione con la quale i credenti hanno sempre circondato Maria. La Madonna \u00e8 lodata, glorificata nel culto, nell\u2019arte, nella poesia religiosa, nelle icone e nei dipinti sulle pareti delle chiese. La Madonna \u00e8 ritratta come Maestra, Imperatrice, Signora, Scudo e Madre di Dio sempre viva nell\u2019anima e nella mente di ogni fedele cosi come mostra un inno che si canta per la festa della dormizione: \u201e<em>Nel parto hai conservato la verginit\u00e0, con la tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio. Sei passata alla vita, tu che sei Madre della vita e che con la tua intercessione riscatti dalla morte le anime nostre\u201d.<\/em><a title=\"\" href=\"#_ftn30\"><sup><sup>[30]<\/sup><\/sup><\/a> La Madonna \u00e8 \u201e<em>il vestito dei nudi senza coraggio\u201d<\/em> e anche \u201e<em>il ponte che porta al cielo quelli che sono sulla terra\u201d<\/em>. Tra cielo e terra, tra Dio e uomo, la Madre santa e <em>\u201cla buona volont\u00e0 di Dio verso i mortali, la osava, <\/em>scala<em> <\/em><em>dei mortali verso Dio\u201d<\/em>. E nel cielo, davanti al trono della gloria divina la Madre di Dio \u00e8 \u201e<em>intercedente presso Dio, placando il giudice giusto\u201d<\/em> \u00e8 una vera <em>\u201cgoccia che spegne l\u2019ira di Dio verso i peccatori\u201d,<\/em> cosi percepiscono i fedeli la Madre di Dio e sempre Vergine Maria, \u201e<em>l\u2019onore di tutta la creazione\u201d<\/em> attraverso la quale \u201e<em>Dio si \u00e8 fatto uomo e l\u2019uomo \u00e8 diventato Dio\u201d<\/em>. Per questo i credenti esprimono la loro religiosit\u00e0 profonda e viva, per questo le portano la ipervenerazione da nazione in nazione, convinti che in cielo hanno una Madre che sta vicino a Cristo e prega per loro con la tenerezza di Madre per le loro fatiche. \u201ePer gran parte della gente la Madre di Dio \u00e8 la mamma che \u00e8 sempre pronta a perdonare, a pregare, ha l\u2019ardire di sorprendere il Signore con la sua audacia di madre e di pregarlo per i poveri mortali. Perch\u00e9 \u2013 si dice in una preghiera a Maria \u2013 tanto pu\u00f2 la preghiera della madre per domare il Signore. La Madre di Dio \u00e8 la sorgente delle lacrime, \u00e8 la instancabile avvocata, \u00e8 senza vergogna e tenace, insistente per noi contro la giustizia assoluta. Nel cielo rappresenta la dolcezza femminile e l\u2019amore materno senza fine\u201d.<a title=\"\" href=\"#_ftn31\"><sup><sup>[31]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come mediatrice per tutto il mondo, la Madre di Dio \u00e8 collaboratrice alla nostra salvezza. Essa \u00e8 il ponte che fa da legame tra cielo e terra, senza separare noi da Cristo, senza interporsi fra noi e Lui. Lei porta le nostre preghiere davanti a suo Figlio e prega insieme con noi. In una delle preghiere diciamo: \u201e<em>Mai cesseremo, bench\u00e9 indegni, di parlare dei tuoi poteri, o Madre di Dio, perch\u00e9 se tu non avessi frapposto la tua intercessione, chi ci avrebbe liberati da pericoli tanto grandi? Chi ci avrebbe custodito liberi sino ad ora? Noi non ci distacchiamo da te, Sovrana: perch\u00e9 tu sempre salvi i tuoi servi da ogni sorta di sventura\u201d.<\/em><a title=\"\" href=\"#_ftn32\"><sup><sup>[32]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli interventi miracolosi, sempre numerosi, sempre possibili per la Vergine nei confronti della gente e della Chiesa, sono la prova che anche dopo la dormizione la Madre di Dio manifesta la sua presenza viva e vicina verso i credenti e verso la Chiesa. Questo lo confermano numerose e diverse preghiere, inni, invocazioni con cui i fedeli si rivolgono a Maria, attribuendole diversi nomi che si sono accumulati lungo la storia: \u201e<em>perenne e inesauribile tesoro di guarigioni\u201d, <\/em>\u201e<em>fonte di misericordia\u201d, <\/em>\u201e<em>consolazione di quanti piangono\u201d, <\/em>\u201e<em>guida degli smarriti\u201d<\/em> e tanti altri nomi. Tutti questi nomi dimostrano un insieme di doni che ricevono sempre quelli che nei loro bisogni e nelle loro debolezze pregano e chiamano Maria che \u00e8 \u201e<em>piena di grazia\u201d (Luca 1, 28)<\/em>; essi sono la prova che la grazia, portando il sigillo del amore materno, viene donata a tutti i suoi figli spirituali <em>(Gv. 19, 26-27).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Cfr. I. Damaschin, <em>Dogmatica<\/em><strong>,<\/strong> Ed. Scripta, Bucure\u015fti, 1993, p. 169.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Cfr. I. Damaschin,<em> <\/em>Dogmatica, p. 170.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Cfr. S.N. Bulgakov, Il roveto ardente,<strong> <\/strong>Ed. San Paolo, Milano, 1998, p. 5.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Cfr. I.G. Coman, \u1e62i cuv\u00e2ntul trup s-a f\u0103cut, Ed. Mitropolia Banatului, Timi\u1e63oara, 1993, p. 313.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref5\"><sup><sup>[5]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 PSB, Scrierile P\u0103rin\u0163ilor Apostolici, Ed. IBMBOR, Bucure\u1e63ti, 1979, p. 159.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref6\"><sup><sup>[6]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 PSB, Apologe\u0163i de limb\u0103 greaca,<em> <\/em>Ed. IMBBOR, Bucure\u1e63ti, 1997, p. 152.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref7\"><sup><sup>[7]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 I. Bria, Tratat de teologie dogmatica \u1e63i ecumenic\u0103, Ed. Rom\u00e2nia Cre\u1e63tin\u0103, Bucure\u1e63ti 1999, p. 77.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref8\"><sup><sup>[8]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 I. Damaschin, <em>Dogmatica<\/em><strong>,<\/strong> p. 172.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref9\"><sup><sup>[9]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 <em>Nuovo dizionario di mariologia,<\/em> a cura di Stefano De Fiores e Salvadore Meo, Ed. Paoline, Roma, 1986, p. 1042.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref10\"><sup><sup>[10]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Cfr. <em>Nuovo dizionario di mariologia,<\/em> a cura di Stefano De Fiores e Salvatore Meo, p. 432.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref11\"><sup><sup>[11]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Cfr. <em>Nuovo dizionario di mariologia,<\/em> a cura di Stefano De Fiores e Salvatore Meo, p. 1040.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref12\"><sup><sup>[12]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Manuale di preghiere, <em>La liturgia di San Giovanni Crisostomo,<\/em> Ed. \u201cBuna Vestire\u201d, Blaj, 2005, p. 183.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref13\"><sup><sup>[13]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Manuale di preghiere, <em>La liturgia di San Giovanni Crisostomo,<\/em> p. 187.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref14\"><sup><sup>[14]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 <em>Nuovo dizionario di mariologia,<\/em> a cura di Stefano De Fiores e Salvatore Meo, p. 1042.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref15\"><sup><sup>[15]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Manuale di preghiere, <em>La liturgia di San Giovanni Crisostomo, <\/em>p. 209.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref16\"><sup><sup>[16]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 La festa dell\u2019amore, <em>Introduzione alla teologia liturgica della chiesa ortodossa,<\/em> Appunti per gli studenti a cura di P. Ar. Yfantis, Tessalonica, Venezia, 2008, p. 66.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref17\"><sup><sup>[17]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 M. Quenot, <em>L\u2019icona,<\/em> Ed. Paoline, Cinisello Balsamo, 1991, p. 64.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref18\"><sup><sup>[18]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 M. Quenot, <em>L\u2019icona,<\/em> p. 64.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref19\"><sup><sup>[19]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 M. Quenot, <em>L\u2019icona,<\/em> p. 68.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref20\"><sup><sup>[20]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 M. Quenot, <em>L\u2019icona,<\/em> p. 68.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref21\"><sup><sup>[21]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 I. Bria, <em>Dic\u0163ionar de Teologie Ortodox\u00e3,<\/em> Ed. IBMBOR, Bucure\u1e63ti, 1994, p. 246.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref22\"><sup><sup>[22]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009Cfr. M. Quenot, <em>L\u2019icona,<\/em> p. 22.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref23\"><sup><sup>[23]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009La festa dell\u2019amore, <em>Introduzione alla teologia liturgica della chiesa ortodossa,<\/em> p. 127.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref24\"><sup><sup>[24]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009<em>Nuovo dizionario di mariologia,<\/em> a cura di Stefano De Fiores e Salvadore Meo, p. 672.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref25\"><sup><sup>[25]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009La festa dell\u2019amore, <em>Introduzione alla teologia liturgica della chiesa ortodossa,<\/em> p. 128.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref26\"><sup><sup>[26]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009Cfr. <em>Nuovo dizionario di mariologia,<\/em> a cura di Stefano de Fiores e Salvatore Meo, p. 671.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref27\"><sup><sup>[27]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009Cfr. La festa dell\u2019amore,<em> Introduzione alla Teologia Liturgica della chiesa ortodossa,<\/em> p. 129.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref28\"><sup><sup>[28]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 http:\/\/www.orthodoxworld.ru\/it\/icona\/9\/index.htm\u00a0 (24 luglio 2010)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref29\"><sup><sup>[29]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Manuale di preghiere, <em>La liturgia di San Giovanni Crisostomo, <\/em>p. 225.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref30\"><sup><sup>[30]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Manuale di preghiere, <em>La liturgia di San Giovanni Crisostomo, <\/em>p. 261.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref31\"><sup><sup>[31]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 N. Steinhardt, <em>Daruind vei dob\u00e2ndi,<\/em> Ed. Rohia-Polirom, Ia\u1e63i, p.366.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref32\"><sup><sup>[32]<\/sup><\/sup><\/a>\u2009 Manuale di preghiere, <em>La liturgia di San Giovanni Crisostomo,<\/em><strong> <\/strong>p. 361.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Monahia Ilaria Benzar 1.\u00a0\u00a0\u00a0 Le feste e la loro posizione nell\u2019anno liturgico, il loro significato e la loro teologia. \u00a0 a) Il fondamento biblico e quello degli apocrifi. 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